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La nuova prestazione per i disoccupati, istruzioni per l’uso

L’Asdi è una provvidenza economica che può essere conseguita dai lavoratori dipendenti che hanno esaurito l’intera durata della Naspi entro il 31 dicembre 2015 e che si trovino, al termine della fruizione della Naspi, ancora in stato di disoccupazione. Si tratta di una misura assistenziale in quanto non dipendente dal versamento dei contributi che mira a tutelare, seppur in maniera modesta, i disoccupati senior, cioè ultra55enni, o con minori a carico in condizione di bisogno economico che non abbiano trovato una collocazione lavorativa dopo aver fruito della Naspi. La misura è stata introdotta dal Decreto Legislativo sugli ammortizzatori sociali (Dlgs 22/2015) in attuazione della Legge Delega sul Jobs Act ed è stata successivamente regolamentata nel dettaglio con il Decreto del Ministero del Lavoro 29 Ottobre 2015 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 Gennaio 2016. Il citato decreto ha precisato che l’Asdi spetta ai lavoratori che hanno esaurito l’intera durata della Naspi al 31.12.2015, che si trovino a tale data ancora in stato di disoccupazione, a condizione che versino in condizioni economiche di bisogno attestate da un Isee pari o inferiore a 5mila euro. Il sostegno, inoltre, viene concesso solo ai lavoratori con nuclei familiari in cui siano presenti minorenni oppure ai lavoratori che hanno 55 anni e che non hanno raggiunto un diritto alla pensione di vecchiaia o alla pensione anticipata. L’Asdi spetta per un massimo di 6 mesi ed pari al 75 per cento dell’ultima Naspi conseguita se non superiore all’assegno sociale (448,07 euro). Questo importo può essere incrementato in base al numero di figli a carico sino ad un massimo di 163 euro (che porterà l’assegno a toccare poco più di 611 euro al mese nell’ipotesi più vantaggiosa). La corresponsione dell’assegno è condizionata all’adesione ad un progetto personalizzato redatto dai competenti servizi per l’impiego, contenente specifici impegni in termini di ricerca attiva di lavoro, disponibilità a partecipare ad iniziative di orientamento e formazione, accettazione di adeguate proposte di lavoro. La partecipazione alle iniziative di attivazione proposte è obbligatoria, pena la perdita del beneficio. I redditi derivanti da nuova occupazione subordinata o autonoma possono essere cumulati con il sostegno con gli stessi limiti previsti per la Naspi.
L’ Inps non ha ancora pubblicato la circolare che recepisce le norme dettate dal decreto ministeriale del 18 gennaio. Siamo in attesa dell’attivazione del programma telematico per l’invio delle domande. Per ulteriori informazioni rivolgersi agli uffici Enasc sul territorio.

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